I primi 30 anni

Il vecchio inceneritore

Storia di un progetto in costante evoluzione

Nel 1971 iniziano i lavori di costruzione di un inceneritore con 3 linee di smaltimento della potenzialità di 200 tonnellate al giorno di rifiuti ciascuna.
L’impianto entra in funzione nel 1973 con due linee e la terza l’anno successivo.
Nel 1987 l’impianto viene adeguato alle nuove normative europee che impongono un ulteriore abbattimento dei residui solidi, liquidi e gassosi.
Successivamente sono realizzate le camere di post-combustione e l’impianto di separazione delle polveri leggere dalle ceneri pesanti (scorie).
Nel 1990 si realizza l’impianto di recupero energetico in grado di produrre energia elettrica e calore. Nello stesso anno viene realizzato il sistema di abbattimento degli inquinanti gassosi contenuti nei fumi della combustione e l’impianto di depurazione delle acque industriali per il trattamento delle acque di processo.
Nel 1993 entra in funzione il sistema di monitoraggio in continuo per garantire ulteriormente il controllo delle emissioni.
Nel 1997 si attiva la linea di teleriscaldamento, alimentata dall’inceneritore del Frullo, al servizio del Caab e del Quartiere Pilastro.

UN SERVIZIO PER L’AMBIENTE DURATO 32 ANNI (dal 1973 al 2005)

  • ha smaltito oltre 4 milioni di tonnellate di rifiuti che equivalgono ad 1 volta e mezzo la discarica di Guelfa;
  • il risparmio energetico conseguito, negli ultimi 15 anni, è stato di 155.077 tonnellate di petrolio equivalenti (Tep);
  • l’energia elettrica prodotta, negli ultimi 15 anni, è pari al consumo domestico annuo di quasi 600.000 abitanti;
  • l’energia termica prodotta, negli ultimi 15 anni, è pari al calore necessario al riscaldamento di 32.000 abitazioni.

 

I numeri del “vecchio” impianto di termovalorizzazione:

Rifiuto smaltito4.441.833t
Energia elettrica (E.E) prodotta554.094.720KWh
Energia termica (E.T) recuperata416.066.964Mcal
Risparmio energetico totale (energia elettrica + energia termica)155.077Tep (tonnellate di petrolio equivalenti)

La riqualificazione tecnologica

I lavori per la ristrutturazione e riqualificazione tecnologica dell’impianto prendono il via nell’anno 2001. Nel rispetto di quanto previsto dal Decreto Ronchi è stato realizzato ora un termovalorizzatore in grado di ripristinare la capacità nominale dell’impianto esistente (600 tonnellate di rifiuti smaltiti al giorno) ma con un impatto ambientale nettamente inferiore.
La nuova struttura è costituita da 2 linee di termocombustione con recupero energetico ed è in grado di cedere alla rete Nazionale una capacità di produzione di energia elettrica pari a 140 milioni di kWh/anno, che corrispondono al consumo annuale di circa 55.000 abitazioni.

Inoltre l’impianto è in grado di erogare 40 milioni di Mcal/anno alla rete di teleriscaldamento, tale quantitativo corrisponde al consumo di calore necessario al riscaldamento di circa 3.000 abitazioni.
I vantaggi di questo nuovo impianto sono molteplici: miglioramento della capacità di smaltimento dei rifiuti, salto tecnologico nel sistema di controllo della combustione ed in quello della depurazione delle emissioni, aumento di energia elettrica prodotta (più che triplicata), riduzione delle emissioni liquide e gassose nell’ambiente.

Per saperne di più sul nuovo impianto